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Persephone

Descrizione

PERSEPHONE
Una mostra di trasformazione, perdita e rinascita

Divinità ctonia degli abissi appartenenti all’oltretomba e dea della primavera, il mito di Persefone si inserisce all’interno del ciclo delle stagioni. La dea trascorre metà del suo tempo con lo sposo Ade a governare l’aldilà e l’altra metà lo trascorre con la madre Demetra per aiutarla nel compito di far germogliare la vita sulla terra. Il suo ritorno perpetuo, il ciclo senza fine dell’alternanza di vita e di morte è l’essenza di questo progetto che vuole essere uno spazio di riflessione sulla perdita e la rinascita delle cose.

Con ogni perdita qualcosa muore. Segue un periodo di lutto. C'è una sofferenza per separazione e la perdita dell’oggetto interno che lo rappresenta, lo custodisce.
Il processo di perdita e separazione segue parallelamente l’acquisizione di nuove parti di sé che si rigenerano dalla “decomposizione” delle parti mortifere. Questo è un cerchio della vita: qualcosa muore, qualcosa continua a vivere. La vita non si ferma mai. La vita continua, diventando più forte e più saggia.
Il mare è una forza accanto a noi che è in costante movimento, così come la vita è ferma quando qualcosa muore. In questo progetto vediamo la vita e la morte fianco a fianco.


Le fotografe si sono interrogate sul tema della perdita e della separazione da qualcosa o da qualcuno in termini di morte di parti di sé che svelano altre parti, scoprono il dolore e allo stesso tempo generano nuova vita e trasformazione delle parti stesse.
La scelta è stata quella di lavorare a contatto con la perdita immerse all’interno di una cornice vitale che al contrario crea dinamismo, trasformazione e inizio. Nei luoghi in cui è stato realizzato il progetto probabilmente sorgeva un cimitero che oggi è scomparso, un cimitero vicino al mare: il vecchio cimitero di Mazzarelli, di Marina di Ragusa, sommerso oggi dalle acque del mare che rigenera la vita e trasforma il dolore in bellezza. Oggi sembra essere stato inghiottito così come la sofferenza per la perdi, dai dubbi, e da un velo di mistero che accompagna anche la morte.
Le fotografe ci conducono in un percorso che attraversa la fase del dolore dovuta alla perdita a quella dell’accettazione di fronte alla sorpresa che la vita dà.

Chiara Rizza e Liina Salonen hanno creato un dialogo visivo di profonda profondità, che risuonerà a lungo dopo aver lasciato la galleria, ricordandoci tutti della resilienza dello spirito umano e del ciclo continuo di nascita, morte e rinascita.

Persefone
Progetto fotografico di Chiara Rizza e Liina Salonen
Creato in Sicilia, Italia, 2024

Esposto:
Paratissima, Torino, Italia, 2024

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